La Segnalazione Certificata di Inizio Attività (SCIA) è un atto con cui l’operatore privato, nel caso di nostro interesse una libreria, comunica a un’amministrazione pubblica l’avvio di un’iniziativa, quale la vendita di libri fuori dalle mura in cui solitamente opera. l’Istituto è ben più ampio, interroga innumerevoli ambiti economici e variabili legate alla complessità dell’attività (a Milano ci si fanno dei bei palazzotti!) ma qui ci occupiamo esclusivamente della SCIA semplice per approntare un banco di libri a corredo della presentazione di un volume in una biblioteca pubblica.
Ad oggi occorre presentare la dichiarazione con qualche giorno di preavviso e pagare 30 euro. Facile no? Non proprio. Due esempi:
- La biblioteca organizza la presentazione di un volume ai autrice nota con volume appena pubblicato. Il libro costa 20 euro, la libreria ne vende 10 copie con uno sconto del 35%. A fine serata, dopo quattro ore di lavoro, porta a casa 200 euro di ricavo e 40 euro di netto.
- La settimana successiva la biblioteca promuove una presentazione di poeta ignoto. Costo del volume 15 euro, copie vendute due, scontistica equivalente, con una perdita netta di quasi venti euro.
Non sono casi limite, ma soprattutto (è pleonastico specificarlo?) non si propongono con la stessa frequenza. Con un pizzico di cinismo si potrebbe obiettare che il rischio di impresa è in carico all’esercente, con la prima conseguenza di avere il banco libri solo in occasioni selezionate, e la seconda di chiudere qui la riflessione. Con cinismo ponderato si potrebbe suggerire di fare una scia periodica (a titolo d’esempio) per tutti i giovedì del mese, ma questo prevederebbe una capacità di programmazione e un’assenza di flessibilità adeguate forse ad un centro culturale ma non a una libreria a conduzione familiare, in sodalizio con una biblioteca di quartiere. O forse si può osare di meglio.
Qualche mese fa è stato varato l’Albo delle librerie milanesi di prosimità: un istituto potenzialmente molto interessante, ma attualmente pressoché vuoto, con l’eccezione dello sconto TARI e della recente attribuzione dei fondi del Piano Olivetti.
Liberare dalla SCIA le librerie aderenti all’Albo muoverebbe non sono un’economia ma una piccola ecologia circolare, vediamo perché.
- La libreria può accollarsi presentazioni senza un rischio economico diretto
- La biblioteca offrirebbe un servizio più completo alla sua utenza
- L’utenza avrebbe la possibilità di acquistare il testo (i testi) alla fine dell’evento, piuttosto che sui noti store online
Questo meccanismo virtuoso avrebbe un costo assolutamente risibile per il soggetto pubblico (oggi tendenzialmente non si portano i banchi libri) e farebbe vendere i volumi al soggetto deputato alla vendita, spesso incamerata da autori o editori, che non hanno di queste incombenze. Autori ed editrici si avvantaggerebbero a loro volta di una maggiore circolazione dei testi stampati senza incaricarsi ulteriori, inutili, spostamenti di pacchi.
Proposta semplice, tutti contenti, nessuna esternalità negativa. Come si fa? Servirebbe una coalizione di librai*, utenti e bibliotecari*, per cominciare. E una campagna pubblica con un piccolo kit di materiali, adeguata ad affiancare e fortificare i tavoli tecnici con cui le librerie (LIM, tra gli altri soggetti) interloquiscono con il Comune di Milano.
Problema: quella sulla Scia è una legge nazionale. Precedenti cui appellarsi: in occasione di BookCity Milano esiste un accordo “cappello” relativo a diverse sedi, diversi orari e diverse librerie aderenti all’iniziativa. Non si può bypassare la legge, ma nemmeno pensare che quel che accade durante BCM non sia un precedente cui appellarsi oltre che ispirarsi, con lo scopo condiviso di far uscire le librerie “fuori le mura”.
Per aprire il confronto metto sul piatto due idee in ordine sparso:
- Una raccolta firme pubblica, da fare su una piattaforma online con appello breve collegato
- Invio massivo di mail da indirizzare al sindaco, agli assessorati competenti, alla direzione cultura
- Un incontro pubblico di presentazione della proposta. Questo si potrebbe fare come congiuntura LIM, BibliotecAria e chi altri vogliamo, per raccontare tutto il pacchetto e fare una riflessione più generale di bilancio dell’Albo e dello stato dell’arte del Piano Olivetti
- Targa, da apporre nelle sedi interessate (biblioteche, librerie..)
- Rebus, acronimi e altri giochi di parole e immagini (ad es. Suole complicare inutilmente attività, o Sciocca consuetudine in auge)
- Poster, qualcosa di stampabile tutto da pensare, questa cosa è solo un segnaposto!
- Cosa manca per dare il Via?


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