Lo scorso mercoledì 4 marzo si è tenuta l’assemblea del personale delle biblioteche del Comune di Milano convocata dalle RSU e dalle quattro organizzazioni sindacali (OO SS) rappresentative in Comune. Un’assemblea generale dell’area più consistente della direzione cultura non si vedeva da tanti troppi anni.
All’ordine del giorno: politiche occupazionali, carichi di lavoro, Biblioteca Europea di Informazione e Cultura (BEIC), Progetti speciali. Colleghe e colleghi hanno trovato spazio per implementare questo perimetro con considerazioni e proposte sul prestito interbibliotecario, indennità negate, limiti e rischi dell’automazione imposta, esternalizzazione del servizio 02.02.02 e delle aperture serali delle rionali.
Alle 14 .15 l’aula magna al primo piano del Museo di Storia Naturale di Corso Venezia 55 è gremita. L’aula, sovrastante l’ingresso dell’edificio in stile eclettico di fine Ottocento, è stata ristrutturata una manciata d’anni fa. Un posto speciale (che nonostante l’arredo minimalista trovo più caldo della sala da convegni di Palazzo Reale) per un appuntamento atteso da tempo.
Partiamo dall’esito: l’assemblea ha votato con consenso plebiscitario una mozione che boccia senza appello il Piano occupazionale attuale, che non è stato firmato da nessuna OO SS. Anche il Fondo per il salario accessorio (7,5 MLN) viene giudicato gravemente insufficiente. In tema BEIC, e per estensione sulla totalità del Servizio Bibliotecario Milanese (SBM) rivendica governance e inquadramento pubblico, trasparenza nelle decisioni, gratuità dei servizi, risposte sul destino di Palazzo Sormani (e delle sue collezioni) oltreché della rionale Calvairate. La mozione qui disponibile si chiude col mandato ad RSU e OO SS di chiedere urgentemente cinque richieste di incontro affinché (alla luce delle risposte ottenute) sia possibile aprire un confronto anche con l’utenza e la cittadinanza, e un’eventuale iniziativa di ordine vertenziale, per l’ascolto e il rispetto di questo unanime posizionamento del personale. Le cinque richieste:
- La convocazione della Commissione Cultura del Comune di Milano sul tema BEIC con presenza dell’assessore Sacchi, del Direttore Centrale della Cultura e del Direttore dell’Area biblioteche con audizione delle rappresentanze sindacali
- Un incontro con l’assessore Sacchi, tramite lettera accolta dall’assemblea
- Un incontro con il Presidente, l’Assessore alla cultura e la commissione cultura del Municipio 1 sul tema della destinazione di Palazzo Sormani e più in generale sui problemi dei servizi bibliotecari del Municipio
- Un incontro con il Presidente, l’Assessore alla cultura e la commissione cultura del Municipio 4 sul tema del destino della biblioteca Calvairate
- Un incontro a Risorse umane con la presenza dell’assessore Sacchi sul tema del personale necessario al funzionamento della BEIC e al potenziamento del sistema bibliotecario comunale
Lo stesso consenso generalizzato ha salutato una lettera (punto 2) collettivamente riveduta e corretta, indirizzata all’assessore alla cultura sempre del Comune di Milano. Questa missiva ha carattere riepilogativo dei punti salienti della vicenda BEIC, a sollecitare un appuntamento entro il mese di marzo tutto dedicato all’iniziativa che raddoppierà la superficie del SBM, ma porta con sé anche potenziali distorsioni del carattere pubblico, diffuso e gratuito della nostra iniziativa professionale.
Un elemento di speranza era venuto da una sua intervista di qualche tempo fa, in cui dichiarava testualmente che la Beic avrebbe “affiancato” la Sormani all’interno del sistema bibliotecario comunale, lasciando intendere il perdurare di un ruolo – sia pure inevitabilmente ridimensionato – per la Sormani ed anche la piena titolarità del Comune rispetto alla proprietà e alla gestione della nuova Biblioteca. In effetti, una soluzione di affiancamento si era trovata a Bologna, quando la inaugurazione della Biblioteca Salaborsa, nel 2001, non aveva posto fine alla gloriosa e prestigiosa Biblioteca dell’Archiginnasio, che è ancora attiva.
Dalla Lettera all’assessore
Il costo di realizzazione di BEIC? 130 MLN. Il suo costo d’esercizio? Probabilmente prossimo a 20 MLN/anno. La quota parte che il Comune può coprire? Facilmente meno del 50%. Questo in un contesto in cui negli ultimi dieci anni le sole biblioteche rionali di Milano sono passati da 1141,5 ore di apertura settimanale con personale bibliotecario, a 888. Il personale in carico alle stesse è diminuito da 211 a 192 persone negli ultimi 4 anni. C’è preoccupazione, ma anche compattezza, per via di quello che sappiamo, di quello che non sappiamo, di quello che avremmo piacere di esporre e proporre, a partire dalle potenzialità, e fragilità, e dei rischi connessi ad un regime misto.
Per fare un bilancio collettivo di quest’assemblea, e specialmente delle risposte che avremo, ci diamo sin d’ora appuntamento (e non è uno scherzo) il prossimo mercoledì 1 aprile al Piano Terra, per una cena conviviale.



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