Senza spazi di libertà, non c’è cultura indipendente

Sabato 13 giugno, alle ore 12.30, ci diamo appuntamento a Lock (via San Faustino 62, Milano) per un pranzo benefit per Les Mots, libreria indipendente del quartiere Isola. Prenotatevi all’indirizzo kasciavit@hotmail.com. A seguire ci sarà un talk sul Fare cultura indipendente a Milano con Piero (Les Mots), Archivio Primo Moroni – Calusca City Lights, Cllettivo Ippolita), Luca Santini (LIM), Angelo Miotto (Trattoria popolare), Sara Elkrem (N.I.N.A.) e… Bibliotecaria!

Concentrazione del mercato editoriale, ipertrofia di titoli ed eventi, valori immobiliari inavvicinabili: fattori che contribuiscono a invisibilizzare la pratica sociale della lettura e le sue istanze più radicali. A ciò si aggiungono i fenomeni di standardizzazione della cultura e di centralizzazione dell’informazione, accelerati dall’uso sempre più diffuso dell’intelligenza artificiale, che rende complesso scindere il vero dal falso, ciò che è autentico, da ciò che è manipolato.

Eppure, anche a Milano, persiste una trama viva di fanzine, spazi autogestiti, librerie indipendenti, biblioteche, autoproduzioni. Realtà eterogenee che lavorano in senso inverso, costruendo alternative. Diviene perciò fondamentale rafforzare quest’ ecosistema complesso, dando vita ad alleanze e pratiche nuove e condivise, che mirino alla bibliodiversità, affinché esperienze, linguaggi e idee possano coesistere senza essere ridotti a un modello dominante.

Le domande da cui partiamo e a cui vorremmo trovare un risposta sono: quale ruolo ha oggi la cultura indipendente nel generare valore sociale e culturale, e quale spazio riesce a ritagliarsi a Milano? Quali avversari si trova davanti? Quali possibilità esistono e quali soluzioni concrete possiamo attivare per rafforzare la bibliodiversità nel tempo?

Dalla call dell’iniziativa

Il libro è uno degli oggetti più persistenti della nostra esperienza, morfologicamente immutato da 500 anni, contiene due anime: una culturale, l’altra materiale. Anche le librerie indipendenti condividono questa natura bifronte di presidio di comunità ed esercizio commerciale di prossimità. La città di Milano ha 200 librerie circa, qui si concentra un decimo degli acquisti librari dell’intero Paese. Lo spazio apicale del mercato librario è anche il luogo privilegiato per osservare le faglie di questo mercato: valori immobiliari proibitivi, crescente pressione della concentrazione della filiera mercato, manovre aggressive delle grandi catene, inconsistente delle politiche di tutela della piccola editoria e delle librerie di qualità. Questo mercato vale 3,2 MLD, per 70.000 addett* e 85.000 nuovi titoli che di anno in anno vanno a sommarsi a un catalgo di oltre 1,5 milioni di opere.

La biblioteca è un organismo se possibile più sfaccettato. Un luogo in cui personale e catalogo intermediano tra bisogno informativo e risorsa bibliografica. Un servizio pubblico cangiante, in dialogo con un mercato tumultuoso e talvolta compresso da norme eterodirette. Biblioteche e archivi come si collocano in questa temperie? Insieme proveremo a dettagliare una mappa di temi e istanze, a partire dalla valorizzazione e visibilizzazione delle produzioni indipendenti e radicali.


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