Report MLOL 2025: due parole due

Il Report MLOL 2025: dati e tendenze della lettura digitale in biblioteca è stato pubblicato a fine maggio, in contemporanea all’annuale sessione del Convegno delle Stelline. Il report, a cura del CEO Giulio Blasi e di Fabio Mercanti di Horizons Unlimited è un .pdf molto sintetico sotto il profilo testuale ma denso di tabelle dal tipico verde mlol. Qui il commento all’edizione dello scorso anno utile , forse, per un raffronto.

In apertura il Report si fregia dell’avvio del progetto sperimentale con BIBLAB e ISTAT per l’integrazione dei dati sulla lettura digitale (ancora una volta in realtà si riferiscono ai soli prestiti gestiti attraverso la loro piattaforma proprietaria, non al fenomeno nel suo complesso) nelle rilevazioni statistiche. Si rinvia al capitolo 6 del Report, che non offre alcun ragguaglio né tempistiche.

Il servizio MLOL viene erogato attraverso portali attivati da istituzioni singole o da reti di istituzioni. Nel 2025 circa 7.000 biblioteche italiane (4.900 biblioteche pubbliche e statali, 43 universitarie e 2.100 biblioteche scolastiche) hanno usufruito del servizio MLOL attraverso circa 1.250 portali di erogazione.

Dal Report

Ebook, audiolibri ed edicola digitale (quotidiani e periodici) cubano il 98,7% della domanda complessiva di risorse. Utenti e consultazioni sono cresciuti nel 2025 del 4%, raggiungendo quota 20.436.742 accessi alle risorse digitali. La curva d’interesse cresce soprattutto nell’ambito degli audiolibri (+8,8%). Segue un capitoletto sulle biblioteche scolastiche, sugli istituti italiani di cultura all’estero, seguito da una laconica sintesi di un lungo articolo di AIB Studi dal titolo Collezioni digitali e analogiche: dimensione e circolazione negli Stati Uniti e in Europa, usato per ribadire che “Al contrario, le risorse analogiche hanno avuto una diminuzione in termini di dimensioni e circolazione, in base a un processo iniziato ben prima della pandemia e che continua”. Sul tema credo valga sempre la pena recuperare la fonte originale per un riassunto meno ingeneroso.

L’evoluzione su base regionale ci racconta con serietà la crescita (e i limiti istituzionali ostativi alla crescita) di un servizio commerciale più che la pratica sociale in sé stessa. Interessante sotto il profilo della progressiva trasformazione del portale, in apertura del capitolo dedicato a Biblioteche di ente locale e statali, lo statement “Le biblioteche di ente locale e statali hanno registrato una crescita di utenti e di transazioni. Si tratta di un fenomeno che riguarda tutte le principali tipologie (edicola, ebook, audiolibri), mentre diminuisce la fruizione di film, audio e risorse ad accesso libero.” Perché? Non è dato avere un punto di vista.

Anche la classifica dei 10 editori più presenti ci consegna alcune informazioni degne di nota “Con 32.217 titoli, per un totale di 1.121.777 prestiti, i prestiti di ebook di questi 10 editori costituiscono il 59,4% del totale dei prestiti di ebook (tutte le tipologie di biblioteca)” per comprendere il rapporto tra servizi digitali e industria editoriale.

Riporto un passaggio anche del capitolo relativo ai DRM “I prestiti di ebook usando il DRM Adobe sono stati il 27,8%; il totale dei prestiti ha avuto una diminuzione del 6,3% rispetto all’anno scorso. Uno degli e-reader più diffusi che supporta il DRM Adobe è certamente il Kobo. Anche i Social DRM hanno avuto una diminuzione significativa dell’8,4%. Considerando l’evoluzione nel corso degli anni, questi dati ci dicono che sempre più utenti scelgono di leggere usando Readium LCP e l’applicazione MLOL Reader, quindi scelgono una forma di ricerca, esplorazione e lettura integrata all’interno della piattaforma.” Queste conclusioni sono davvero stridenti. L’evoluzione delle abitudini non ci dice che gli utenti scelgono di leggere usando uno o l’altro DRM né che preferiscano l’app di uno schermo NON pensato per la lettura, ad uno nativamente studiato per la lettura e la concentrazione. Casomai questa tendenza racconta come l’architettura barocca dei DRM costringa l’utente, al netto delle altre considerazioni etiche, a scaricare un file, e poi un software Aodbe, quindi ad aprire un account, a questo punto a inserire il file nel software, che dev’essere successivamente spostato nell’e-book reader collegato al pc via cavo, per poter infine leggere! Questo è il motivo, unitamente alle incompatibilità con Kindle, per cui la stragrande maggioranza delle persone si ostina a leggere gli ebook su smartphone, tablet e pc invece che su un e-ink. Non è un problema solo di MLOL ovviamente, ma ancora una volta la frasetta mi è parsa attaccata un po’ a capocchia. Seguono le tabelle con i dettagli.

L’impresa cresce, i dubbi restano, il ruolo si consolida, il restyling non è oggetto del Report ma è stata una buona cosa.


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