L’auto-biblioteca di Ettore Fabietti

La biblioteca popolare moderna è l’opera biblioteconomica “definitiva” di Ettore Fabietti. Qui condensa, aggiorna, amplifica le riflessioni contenute nel Manuale per le biblioteche popolari (Consorzio delle Biblioteche popolari, 1908) e successivamente in Che cosa è una biblioteca popolare moderna (Federazione Italiana delle Biblioteche Popolari, 1916).

Della sua quarta edizione, pubblicata da Vallardi nel 1933 col sottotitolo Manuale per le biblioteche pubbliche, popolari, scolastiche, per fanciulli, ambulanti, auto biblioteche, ecc, oggi ci concentriamo su un unico capitolo (il quarto) della sezione dedicata alle derivazioni della biblioteca pubblica (la settima). Non lo riporto integralmente, il volume è disponibile sul sito AIB, per non tediare con dei conti utili al solo scopo di ricerca, mi sono anche permesso di ritoccare la formattazione e modernizzare alcune poche forme.

Fabietti è uno degli uomini chiave per comprendere l’itinerario della biblioteca popolare dalla sua fase primigenia alla sua versione “adulta” di istituto pubblico e moderno. L’uomo sopravvive scomodamente (tra molti accomodamenti) ai cambiamenti culturali e politici intervenuti tra il suo tandem progressista e riformista con Turati, e i tentativi di restare in testa al movimento negli anni del regime Fascista. Ma oggi di tutto questo ci interessa il giusto, è tempo di riscoprire con le sue parole le origini del servizio di bibliobus, o di biblioteca ambulante, quale attrezzo con cui il libro muove da 150 anni alla ricerca del lettore.


È la forma più recente della biblioteca viaggiante ed ebbe origine, come quasi tutte le innovazioni in materia di propaganda colturale a mezzo del libro, negli Stati Uniti, dove si chiama book waggon, o book caravan, o book truck. La prima autobiblioteca, assicura l’Association des Bibliothécaires Français

L’esempio di Hagerstown fu presto seguito dalla maggior parte degli Stati dell’Unione. Ora l’autobiblioteca è di uso corrente. Di solito, la si adopera per tre specie di servizî:

  1. Per nuclei di popolazione agglomerata, dove si ferma una volta la settimana, durante l’estate, ai centri principali: davanti le fabbriche, i negozi, le chiese, ecc.
  2. Per le scuole, davanti alle quali si arresta, una volta alla settimana, nell’inverno
  3. Per le case scaglionate lungo le grandi strade, dove passa, in generale, una volta al mese.
Come il libro va in cerca del lettore.Modo impiegato dalla Biblioteca pubblica di Hagerstown (Stati Uniti) per far circolare il libro nei distretti rurali (anno 1900).

[…] L’autobiblioteca distribuisce intorno a 5000 volumi all’anno. La spesa si aggira sui 30 centesimi di dollaro per volume, e a noi può sembrare enorme; ma i vantaggi dell’automobile biblioteca sono considerevoli:

  1. Rendimento infinitamente superiore: le autobiblioteche distribuiscono al minimo dieci volte più libri che le biblioteche fisse, l’attenzione del pubblico essendo periodicamente stimolata dal passaggio dell’autovettura.
  2. Migliore assortimento di libri; lo stock vienecambiato ogni settimana, affinché il pubblico trovi nella vettura una maggior varietà che nelle biblioteche fisse.
  3. Migliore utilizzazione dello stock; assai meno libri restano inoperosi, in modo che con un assortimento minore si può servire una clientela più vasta.
  4. Migliore conservazione dei libri: siccome i libri sono concessi in prestito e ritirati a domicilio, è più difficile che siano danneggiati per istrada. Le perdite sono pure meno numerose, perché il lettore non può dimenticare il libro, giacché gli basta di entrare in casa per prendere il volume e restituirlo.
  5. Eccellente pubblicità: molti lettori che han cominciato a leggere libri presi in prestito all’autobiblioteca, han finito per recarsi alla biblioteca più vicina, per trovare una documentazione più completa degli argomenti che li interessano.

In Inghilterra le biblioteche rurali, county libraries, sono state create durante la guerra, nel 1917, con l’aiuto dell’United Kingdom Carnegie Trust, che risiede a Dunfermline, in Iscozia. Queste biblioteche, sparse ora su tutta la superficie del Regno Unito, usano tre specie di auto:

  1. pesanti automobili, divise in compartimenti, con scaffalature sulle pareti laterali: portano da 1000 a 2000 volumi
  2. vetture del genere degli autobus, completamente chiuse all’esterno, con scaffalature interne su tutte le pareti; al centro della vettura, un tavolo per il bibliotecario; la distribuzione si fa da uno sportello posteriore. Con queste vetture, i lettori non hanno libero accesso agli scaffali, ed è un grave inconveniente
  3. piccole vetture con scaffalatura esterna.

Le grosse vetture sono preferite dai bibliotecarî per il numero spesso enorme delle località che devono visitare; inoltre, le grosse vetture devono fare un minor numero di viaggi, donde una notevole economia. A titolo di esempio, ecco come funziona la circolazione dei libri nella Contea di Kent. Questa contea, con una popolazione di 628 232 abitanti, possiede biblioteche rurali dal 1922. Il servizio di prestito è effettuato da 348 centri di distribuzione o stazioni, di varia importanza […] È da notarsi che sui 965 250 libri prestati, 1700 vengono alla National Central Library, biblioteca centrale installata a Londra e destinata a provvedere al pubblico i libri che le biblioteche esitano ad acquistare per il loro alto prezzo o perché attinenti a materie troppo speciali.

L’Autobiblioteca della Contea di Kent

[…] La circolazione dei libri è regolata nel modo seguente: la vettura è condotta da un autista accompagnato da un sotto-bibliotecario, assistente. I libri non sono prestati direttamente al pubblico che si affolla intorno all’automobile; le scaffalature, disposte esternamente sulle pareti dell’auto, in modo ben visibile, servono soltanto ad attirare i lettori, i quali sono autorizzati a domandare che questo o quel volume, di cui hanno visto il titolo, sia lasciato nella località. In ogni agglomerato c’è un bibliotecario volontario; l’automobile gli lascia, a ogni passaggio, un certo numero di volumi, ed egli, tra un passaggio e l’altro della vettura, attende al prestito e alla restituzione dei volumi prestati. La vettura passa per ciascun villaggio tre volte all’anno.

Questo sistema, come vedete, si presta ad una circolazione molto lenta; costa caro ed è ben lontano dal fare ai libri la stessa pubblicità delle piccole vetture che permettono il libero accesso agli scaffali e il prestito diretto al lettore. Queste piccole autobiblioteche auguriamo siano introdotte in Italia, quando si creerà un servizio di pubblica lettura per le campagne. In Francia, un’importante fabbrica di automobili ne costruì una per l’esposizione coloniale del 1931. Il modello reca negli scaffali esterni circa 500 volumi, nell’interno 10 casse da 50 volumi ciascuna. […] Auguriamoci di poter presto dotare anche il nostro paese di questo eccellente mezzo propagatore del libro.


Immagine di copertina: Autobiblioteca di Middletown, N. J.Gli sportelli che chiudono gli scaffali s’aprono lateralmente. Nell’interno, uno spazio vuoto per il trasporto delle casse di libri.


Pubblicato

in

da

Altre cose

che faccio

Qualche iniziativa, libri e articoli, vecchi podcast, cose così.

Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *