La civica di Monza si rifà il trucco

Il 30 aprile la biblioteca di Monza chiude i battenti per rifarsi il trucco in 300 giorni di cantieri. Inaugurata il 13 dicembre 1964, la prima civica Monzese accoglie oggi 52.000 volumi e con un investimento di 2,3 MLN sarà ammodernata all’insegna di più posti per studio e lettura, più luce e insonorizzazione, sala eventi a gradinata, e coworking. Purtroppo una parte della collezione sarà comunque depositata in magazzino per quasi un anno.

Oltre agli interventi visibili, in particolare nell’ala sinistra della biblioteca, la sostituzione dell’impianto riscaldamento e la ristrutturazione/sostituzione dei serramenti, dovrebbero garantire un vantaggio climatico ed ecologico. Un progetto che mira a tirar su di un livello una storica public library a tre livelli. Intitolata a Beppe Colombo (non il matematico, né il produttore) per il suo contributo allo sviluppo del servizio bibliotecario e museale monzese, la civica si colloca nel cuore di Brianza biblioteche (circuito di 47 sedi) e fa da architrave del Sistema bibliotecario urbano che comprende alcune sedi rionali (Ragazzi, San Rocco, San Gerardo, Triante), quella della Casa circondariale, quattro punti prestito pressi i centri civici (Libertà, Sant’Albino, San Carlo e San Fruttuoso), oltre all’archivio storico locale. A Sant’Albino era originariamente prevista una vera e propria biblioteca, ma le cose sono andate diversamente. A questi si aggiungeranno, entro l’anno i presidi S. Biagio-Cazzaniga e Regina Pacis-San Donato. Tra un annetto dovrebbero giungere a compimento i lavori della Cederna, con due edifici bassi collegati dall’ingresso e la caratteristica ciminiera a testimoniare la storia dell’ex cotonificio.


Più complessa la vicenda dell’area Ex Buona pastore, di quasi 29.000 mq con affaccio su via Cavallotti. Qui la chiesa panottica dovrebbe accogliere un polo culturale con biblioteca, mentre il portico e il sistema verde dovrebbero garantire la qualità del sistema pubblico e il collegamento con la restante vocazione di commercio di prossimità e le consuete nuove volumetrie. Il progetto, annunciato 7 anni fa, ne richiederà altrettanti solo di cantieri.

Su entrambi i progetti, sui bisogni e le promesse fatte ai territori che li ospiteranno, giunge in nostro soccorso il Libro bianco sulla città di Monza. Giunto alla sua edizione 4.0, è un rapporto a tutto campo (abitare, verde, salute, mobilità, servizi, benessere..) promosso da associazioni comitati attivi nell’area cittadina.

Il progetto approvato dalla giunta ma non dalla Commissione Paesaggistica del Comune di Monza (che fra l’altro afferma: ”Anche le altezze possono essere rivalutate in relazione alla nuova articolazione dei volumi”), è caratterizzato dalle due torri, H ed M, di 32,5 e 38,5 metri di altezza. L’edificio, alto 32,5 metri, è molto prossimo a Villa Angela che dista solo 29 metri. La realizzazione dei nuovi edifici e dei 183 box sotterranei richiede l’abbattimento di molte delle piante del bosco storico anch’esso tutelato dalla Soprintendenza fra cui alcuni alberi monumentali. Ancora non è chiaro come sia possibile edificare su di un’area sottoposta a vincolo, vincolo ribadito dal TAR nel 2018 a seguito di un ricorso della proprietà per l’annullamento del vincolo.

Monza. Libro bianco sulla città 4.0

Aspetto e impatto delle residenze non sono certo quelle del progetto originario, che incontrò una forte preoccupazione e opposizione ambientalista, ma il prezzo finale delle residenze offrirà una cartina al tornasole della qualità della proposta altrettanto significativa.


Immagine di copertina? Uno dei render in stile retrò del progetto.


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