Ti amo non per chi sei ma per chi sono io quando sto con te. L’originalissima frase, datata 27 gennaio 2016 era vergata a bomboletta nera su muro beige. Alla sua sinistra Ribellarsi è g(i)usto. Non datato.
Dalle fotografie di google earth via Abaco prosegue per decine di metri, tra file di rete affondata nel cemento prima di tuffarsi nell’abisso della frana di Niscemi. Google sbaglia, perché oggi la scritta che affrescava il passaggio del quartiere Sante Croci è parzialmente precipitata giù e l’intera biblioteca privata Angelo Marsiano pende vertiginosamente sul vuoto. La biblioteca comunale è a quattrocento metri da qui, non lontano dal Terrazzo del belvedere, anch’esso inagibile. Contiene 16.000 volumi, ed è intitolata al poeta nisseno Mario Gori. Gli eventi franosi delle ultime settimane hanno superato senza appello quelli del 12 ottobre 1997. Il fronte è lungo chilometri e sono centinaia gli edifici già distrutti o dichiarati inagibili lungo la linea d’affaccio sulla Piana di Gela.
Il primo progetto avviato dalla Regione e dal Dipartimento della Protezione civile stanziava un investimento di 14,5 milioni di euro, ma furono eseguiti solo alcuni terrazzamenti, poi «per gravi ritardi dell’azienda appaltatrice» tutto fu abbandonato. Nel 2014, dopo che da quasi un decennio l’area era stata dichiarata a «rischio idrogeologico molto elevato», un’altra frana spinse la Regione a stanziare altri 9 milioni di euro Anche qui, dopo una serie di contenziosi, il progetto fu ritirato. Tra il 2020 e il 2024 altri 8 milioni di euro vennero messi a disposizione per interventi di drenaggio. Denaro che rimase sempre un’ipotesi, così come lo rimase l’ultimo atto ufficiale della regione Sicilia dell’agosto 2025 su Niscemi: un progetto di consolidamento della frana avvenuta trent’anni prima!
Rossella Marchini su DinamoPress
Angelo Marsiano è stato uno storico e politico, che ha dedicato la seconda parte della sua vita allo studio e alla custodia della storia locale del paese che gli ha dato i natali. La biblioteca privata, con i suoi volumi, mappe e documenti, testimonia un attaccamento al territorio non comune, che ha fatto scattare una staffetta di autrici e autori siciliani per la tutela del patrimonio culturale che la biblioteca serba.
In quel limite si smarriscono strade, case, chiese, pizzerie, palazzi storici. Si spostano classi ed esercizi di prossimità al ritmo delle indicazioni fornite da protezione civile e vigili del fuoco. Anche la banda del paese lascia la sua sede mentre la pioggia batte da giorni.
il lato opposto al pendio della montagna si sollevò in un piano e unitosi al pendio abbassato coll’altro lato formò li due piani inclinati che ora si vedono». Una storia apocalittica di una frana vecchia duecento anni
Relazione della Rrivoluzione accaduta in marzo 1790 nelle terre vicine a S. Maria Di Niscemi nel Val di Noto”, Saverio Landolina Nava, 1792
Nel vortice di moduli di ricognizione danni, richieste di contributi, sopralluoghi della sopraintendenza per i beni culturali, una biblioteca privata sospesa nel vuoto non è certo quanto di più grave. Le avversità a un intervento, tardivo, di messa in sicurezza dei materiali sono gravi e oggettive. Eppure la campagna per la salvezza di quanto che lo scrigno cela, ci parla di un attaccamento alla memoria collettiva che passa anche dal muro beige esangue di via Abaco.
Foto di copertina da Wikimedia commons


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