La Cittadella degli Archivi di via Ferdinando Gregorovius, 15 è la casa dei documenti dell’amministrazione comunale di Milano. Al suo interno sono ordinati e conservati atti, provvedimenti, carteggi, libri mastri, mappe e tutto quanto relativo alla storia civica della città.
I documenti sono disponibili previa richiesta alla consultazione (talvolta mediante copia digitale) per motivi di amministrazione, ricerca e studio, professionali, oltre che per iniziative di valorizzazione del patrimonio conservato, quali mostre. La sede è presidiata da una ventina tra archivist* e amministrativi, oltre che da tirocinanti.
Il magazzino meccanizzato principale è altro otto metri, e sarà presto affiancato da un impianto alto oltre 20 metri per una capacità complessiva di 200 km lineari (invece dei 90 attuali, per 500.000 buste) di scatole di documenti. L’archivio civico storico fu due volte compromesso da un incendio nel 1924 e più avanti dai bombardamenti di via Larga del 1943/44 ed è in parte ancora conservato presso la biblioteca Trivulziana.



Il personale non si occupa di sola classificazione o di garantire che la consultazione avvenga nel rispetto delle carte, ma quotidianamente trova occasione di digitalizzare il patrimonio richiesto, proteggere dalla rottura vecchi manifesti piegati in 8 da 70 anni, interrogarsi sui buchi che il combinato di digitalizzazione e gestione della privacy ha generato nelle carte istituzionali negli ultimi venticinque anni.
Il polo archivistico – ora sotto l’egida del direttore Francesco Martelli – collabora attivamente e continuativamente con note istituzioni culturali e scolastiche di Milano, come il Politecnico – nei suoi dipartimenti specifici – o l’Università degli Studi di Largo Richini. Sono stati anche sviluppati e portati avanti importanti tirocini universitari, volti alla conoscenza e alla valorizzazione di quel mondo con approfondimenti sull’archivistica.
Marco Guido Santagostino su ArcipelagoMilano
Questo polo, inaugurato nel 2013, e aperto al pubblico tra anni più tardi, ha accorpato i materiali precedentemente custoditi al Castello (dove permane una porzione dell’archivi storico civico), in via Deledda e letteralmente in centinaia di sedi disperse nell’intera area metropolitana. Oltre ai documenti conservati, il complesso progettato da Arrigo Arrighetti contiene Eustorgio (il robot che ha permesso di decuplicare la velocità di estraizone), una sala consultazione ed una di digitalizzazione.
Un altro fondo di rilievo è l’archivio delle mostre d’arte fino agli anni Novanta del Novecento, oltre agli archivi dei sindaci fino agli anni Ottanta e ai registri scolastici fino agli anni Trenta (oltre 9.000 registri). Sono presenti, inoltre, archivi funzionali alle attività dell’amministrazione pubblica, come quelli relativi ai servizi funebri, al patrimonio residenziale pubblico, agli atti notificati da tribunali o enti di riscossione, nonché alla governance delle società partecipate e ai grandi eventi, tra cui Expo 2015. Tra le categorie documentali conservate si trovano anche sezioni dello Stato Civile e dell’Anagrafe, i fascicoli del personale comunale, le pubbliche benemerenze, i manifesti municipali, la toponomastica cittadina e gli atti dei Comuni aggregati alla città di Milano nel 1927.
Wikipedia
A titolo d’esempio si può facilmente estrarre l’atto registrato il 29 marzo 1935 relativo all’acquisto (di una settimana precedente) da parte dell’amministrazione di Palazzo Sormani dal precedente proprietario, conte Alessandro Sormani Andreani Verri.
Entro l’anno MM concluerà i lavori di ampliamento con l’apertura dell’Archivio Metropolitano di Milano-Cittadella (Mi.MA.C.): il più grande archivio meccanizzato d’Europa.


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